17 maggio 2021Tribunale di Milano
Onere di allegazione e prova nell’azione di regresso del socio di società semplice
L’azione dei soci di società semplice nei confronti del socio gestore di fatto per la condivisione dei debiti sociali configura azione di regresso fondata sulla responsabilità solidale, ai sensi dell’art. 2267, co. 1, c.c. La responsabilità del socio di fatto nei confronti degli altri soci presuppone l’accertamento della sua qualità di socio illimitatamente responsabile per i debiti sociali, oltre che dell’inadempimento della società nei confronti dei terzi creditori e dell’avvenuto pagamento del dovuto da parte degli altri soci.
Massima a cura di Francesco Ilari · RG 40666/2019Leggi tutto
8 gennaio 2021Tribunale di Milano
Debito a seguito del recesso di una società semplice da una cooperativa
Quando, a seguito del legittimo esercizio del recesso di una società semplice da una società cooperativa con scopo mutualistico, poi trasformatasi in cooperativa agricola per azioni, si accerti la sussistenza di un debito della recedente, per il medesimo debito sono solidalmente ed illimitatamente responsabili, ai sensi dell’art. 2267, co. 1, c.c., i soci della società recedente, obbligati al pagamento del debito maggiorato degli interessi e, se soccombenti, alla rifusione delle spese processuali.
Massima a cura di Cettina Liotti · RG 59583/2019Leggi tutto
29 ottobre 2020Tribunale di Torino
Il consenso dei soci all’ingresso degli eredi del socio defunto può desumersi da fatti concludenti
L’art. 2284 c.c. prevede il necessario consenso dei soci superstiti affinché gli eredi del socio defunto acquistino la qualità di soci. Tuttavia questo consenso può desumersi da “fatti concludenti”, cioè dal comportamento di acquiescenza o di non contestazione tenuto dagli altri soci verso gli eredi che agiscono come soci compiendo atti di gestione della società (ad esempio il pagamento delle imposte).
Massima a cura di Alessia Masiero · RG 26755/2018Leggi tutto
23 aprile 2019Tribunale di Roma
Efficacia di giudicato dell’azione di rendimento del conto verso il liquidatore di società semplice
Il giudizio di rendimento del conto proposto nei confronti del liquidatore della società (artt. 2261, 2262 c.c. e 263 c.p.c.) deve ricollegarsi all’esistenza di un rapporto di natura sostanziale: l’atto con cui questo viene definitivamente accertato è idoneo ad acquisire efficacia di giudicato sull’obbligo di rendiconto. Nel caso di specie è stata accertata l’esistenza di spese non documentate e il corrispondente credito risarcitorio della società verso il liquidatore inadempiente.
Massima a cura di Maurizio Fusco · RG 69543/2017Leggi tutto
8 agosto 2017Tribunale di Roma
Recesso da società semplice costituita per una durata superiore alla normale vita umana
L’art. 2285 c.c. prevede che ogni socio possa recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci, e la giurisprudenza equipara alla società con durata indeterminata quella con durata prevista superiore alla normale vita umana.
Massima a cura di Carlotta Rinaldo · RG 16897/2015Leggi tutto
3 luglio 2017Tribunale di Roma
Resa del conto dell’amministratore di società semplice
L’amministratore di società semplice è tenuto a rendere il conto della gestione ai sensi dell’art. 2261 c.c. La domanda di rendiconto può essere presentata giudizialmente, ma non include, a meno che sia esplicitamente formulata, la domanda di responsabilità e quella di riconoscimento di attribuzioni patrimoniali.
Massima a cura di Carlotta Rinaldo · RG 52118/2012Leggi tutto
8 novembre 2016Tribunale di Roma
Iscrivibilità della società semplice di mero godimento
Il legislatore ha progressivamente offerto rilevanza alle società a scopo di godimento. Con norme a valenza transitoria, ma ripetute nel tempo, e a finalità essenzialmente fiscali, ha inteso agevolare la trasformazione di società formalmente commerciali in società semplici di mero godimento (artt. 2247 e 2248 c.c.).
21 febbraio 2019Tribunale di Torino
Rimedi avverso la deliberazione di esclusione da società semplice
Stante il carattere residuale del rimedio ex art. 700 c.p.c., è inammissibile il ricorso col quale si chieda in via d’urgenza la sospensione della delibera di esclusione di un socio di società di persone, in presenza del rimedio tipico dell’opposizione ex artt. 2286 e 2287 c.c. In ogni caso l’istanza cautelare è infondata qualora non sia stato proposto il giudizio di merito ai sensi dell’art. 2287 c.c.
Massima a cura di Chiara Flaim · RG 19043/2017Leggi tutto